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Panorami

22 Aprile 2020

A cura di Max Ferrero

Panorami oltre il consueto

panorami

L'azione che ci porta a creare panoramiche con più scatti, è il desiderio d'includere maggiori porzioni di spazio reale all'interno di una sola inquadratura. Questo desiderio è il primo passo per ottenere risultati inconsueti. Ma quest'arte ha molte potenzialità ben superiori alla semplice fusione di alcune fotografie.
Diamo un po' di spunti, alcuni semplici e di facile realizzazione, altri un po’ più complessi che stimoleranno di sicuro i più curiosi e intraprendenti.

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1. Il primo passo è quello d'incrementare il numero degli scatti creando panoramiche dall'ampio raggio. La fotografia d'apertura è stata realizzata con 7 scatti orizzontali, coprendo un angolo pari a 150°. Non ci sono particolari difficoltà se non quella di mantenere l'orizzonte costante per tutti gli scatti. La soluzione è di utilizzare un solido cavalletto e una focale che non sia eccessivamente grandangolare, evitando così deformazioni prospettiche esagerate. Esercitatevi da subito e provate a raggiungere i 180°
o anche di più.

2. Le immagini panoramiche non devono per forza seguire esclusivamente una direzione orizzontale. In alcuni casi funzionano sia le riprese oblique sia quelle verticali. A sinistra potete osservare uno scatto che riprende uno spazio in verticale pari a 180°, questa tecnica permette di mostrare, nella stessa immagine, due pareti opposte all'interno di un chiostro medievale. Questi lavori si fanno normalmente con obiettivi grandangolari pronunciati e teste panoramiche particolari per i cavalletti.

L'immagine sottostante, invece, è stata realizzata con 5 scatti a mano libera seguendo una direzione ad arco capace di riprendere due palazzi posti ai lati opposti della via. Scattare a mano libera permette maggiore libertà d'azione ma ci obbligherà ad adottare posture poco eleganti e faticose. Ricordo che il successo del risultato finale è determinato da quanto saremo stati fermi sul fulcro della rotazione. Se ruoteremo la fotocamera con un ampio movimento, rischieremo d'ottenere scatti con prospettive talmente differenti che il nostro programma di “stitching” (cucitura) non sarà in grado di comprendere.

3. Con l'ausilio di un cavalletto e testa panoramica potremmo anche realizzare una fotografia sviluppata sia in senso orizzontale sia in verticale.

 

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Per realizzare la foto del cedro libanese in mezzo alle vigne sono stati eseguiti 6 scatti (in verticale) con angolazione di 30° verso lo zenit (verso l'alto), poi, altri 5 scatti con angolazione di 30° verso il nadir (verso il basso). Questa tecnica ha permesso di utilizzare una focale media, evitando i supergrandangolari che avrebbero deformato eccessivamente l'intera scena. La difficoltà non è alta, però è assolutamente necessaria una testa panoramica che ci permetta di calcolare le giuste inclinazioni per i posizionamenti orizzontali. La testa riportata a sinistra è un esempio dell'ampia scelta disponibile. I costi sono variabili e possono passare dalle poche decine di euro a diverse centinaia. La solidità costruttiva è un elemento fondamentale per ottenere risultati eccellenti e la qualità, purtroppo, si paga, soprattutto nella meccanica.

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4. Se montiamo la macchina fotografica su di un carrello, o se siamo molto bravi nel muoverci senza cambiare angolazione, potremmo realizzare una panoramica fotografica che si basa sulla tecnica della carrellata cinematografica. Il risultato finale sarà la riproduzione, fedele e parallela, di uno spazio molto ampio. Percepiremo sempre un effetto panoramico classico ma l'immagine che vedremo è frutto di più punti focali e il risultato sarà notevolmente diverso da quello osservato sulla scena originale. Con questa tecnica ci sono ancora pochi risultati visibili e le fonti d'ispirazione possono essere infinite.

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5. Alle panoramiche possono essere applicate tecniche di ripresa avanzate. La foto che mettiamo come esempio è stata realizzata con l'utilizzo della tecnica dell'HDR (che descriveremo in un futuro articolo). Tutto ciò per riuscire ad avere una risposta tonale adeguata ai diversi tipi d'illuminazione presenti sulla scena. La foto è la cucitura di 7 scatti HDR realizzati in verticale. Ogni scatto HDR è stato ottenuto tramite tre scatti perfettamente sovrapponibili con esposizioni diverse scostate di 2 stop ciascuna. In totale 21 scatti, un lavoro all’apparenza enorme ma necessario per ottenere la corretta esposizione degli esterni e degli interni contemporaneamente. Le difficoltà di tale tecnica sono più legate alla postproduzione rispetto alla ripresa. Bisogna saper padroneggiare bene i software dedicati senza esasperare i risultati e, soprattutto, applicando le medesime modifiche a tutti gli scatti.

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6. In chiusura parleremo di una tecnica denominata "foto immersiva". Essa si basa sul principio delle fotografie panoramiche ma porta agli estremi la proiezione degli spazi, visualizzando 180° sull'asse verticale e 360° sull'asse orizzontale. Le foto immersive non sono fruibili con visualizzazioni bidimensionali ma devono essere processate con programmi particolari in grado di ricreare la visualizzazione dell'immagine come se noi fossimo al centro della scena. La fotografia panoramica viene curvata come una sfera e il punto di visione è posto al suo centro esatto permettendoci di essere avvolti dagli spazi. Queste immagini sono visibili solo attraverso il web o con browser in grado di supportare l'applicazione. La difficoltà per questa tecnica è elevata. Anche se esistono delle applicazioni per cellulari, non fatevi ingannare. Un conto è fare dei giochetti, altro è realizzare immagini che coinvolgano tutti i sensi possibili.

La testa Manfrotto con cui è stata realizzata l'immagine immersiva sottostante.

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Questo è un genere fotografico ad uso esclusivamente virtuale, fruibile solo sul web e vi proponiamo un link per osservare dal vivo le possibilità offerte da tale tecnica.
https://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/cappella-sistina/tour-virtuale.html

Max Ferrero

Giornalista dal 1987, Max Ferrero ha pubblicato su tutte le maggiori testate italiane e i suoi reportage si sono concentrati e specializzati nell'ambito della ricerca sociale. Servizi fotografici sulla guerra nell'ex Jugoslavia, il Kurdistan iracheno, il Centro America, l'immigrazione extracomunitaria, i nomadi, gli ospedali psichiatrici e le carceri sono stati oggetto di pubblicazioni e mostre sia per Associazioni, Musei o Comuni quali: Torino, Milano, Lucca, Roma, Novara, Racconigi, Venaria Reale, Chivasso, Gaeta. Ha collaborato con le agenzie fotogiornalistiche: Lucky Star, Photodossier, Linea Press, Blow Up e attualmente AGF. Co-fondatore dell'agenzia fotografica Sync-studio di Torino, attualmente lavora anche su temi geografici e didattici. Attraverso la sua attività d'insegnante, collabora dal 2009 con il sito di divulgazione fotografica Fotozona (www.fotozona.it) curandone gli articoli tecnici e l'aspetto critico. Dal 2011 è professore di fotografia presso l'Accademia di Belle Arti di Novara. Nel 2017 pubblica presso la casa editrice Boopen il libro di tecnica base "tre gradi di profondità fotografica".


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